In Retrospettiva
Category
General Information
Website: inretrospettiva.wordpress.com
Likes: 75
Reviews
Facebook Blog
Un giorno #MarkHollis preferì il silenzio. Gli era cresciuto innato, mimetizzato sin dai passi synth-pop di Such a Shame, la funambolica hit-wonder della prima metà degli anni Ottanta; gli si era sicuramente radicato in quel lume di candela che faceva breccia oltre l’oscurità durante le lunghe session di Spirit of Eden. Nell’indefinito mezzo, c’è la volontà e l’inclinazione naturale di sottrarsi -con pacata eleganza- alle imposizioni ed alle regole del music-biz: un cantato composto, quasi soffocato, che col passare dei dischi divenne un parlato che flirtava quel silenzio che gli aveva scavato un solco nell’anima.... https://inretrospettiva.wordpress.com/2020//16/mark-hollis/
Nel mio mondo perfetto, quello che vive e si agita nella mia testa, la musica è una forma d’arte complessa, ramificata e sociale. Nel mio mondo perfetto gli artisti sono i giganti e le loro imprese si raccontano sottovoce alla luce di un falò. In questo spazio personale ed indefinito i contorni scivolano, i confini evaporano, le dimensioni si aggiungono e si sottraggono #cocteautwins https://inretrospettiva.wordpress.com//08/10/cocteau-twins/
Più che di delusione, sarebbe più giusto parlare delle mie eccessive aspettative nella lettura di High Fidelity di Nick Hornby. Forse per la sua natura di best-seller del nuovo millennio, forse perché premurosamente lodato da molti amanti di musica, forse perché rappresenta una lettura obbligata (non obbligatoria) per ogni vinil-maniaco. #highfidelity #nickhornby
Il tempo degli annunci via social, si porta in dote anche la fine definitiva dell’esperienza de #IlTeatrodegliOrrori. Dal profilo di #PierpaoloCapovilla parte un’imbeccata dai toni piuttosto aciduli, divisa tra una comprensibile amarezza, ed un orgoglio che rifiuta ogni piagnisteo. Si possono pure discutere modalità e contenuti (ribaditi qualche giorno dopo da Giulio Favero e Gionata Mirai), ma quello che rimane è uno scioglimento che forse non aveva troppo bisogno di ufficialità, in quanto latente da almeno un lustro, ossia quando uscì in sordina il quarto ed omonimo album della band... https://inretrospettiva.wordpress.com//il-teatro-degli-or/
La mitica stagione dell’underground londinese degli anni Sessanta, che sfociò nella #SwingingLondon dell’UFO Club (e della nascita del rock psichedelico inglese) o nelle iniziative delle nuove riviste culturali (e controculturali) come International Times o Oz, ha una precisa data di inizio ed un luogo: 11 giugno 1965 alla più grande sala concerti di Londra, la Royal Albert Hall... https://inretrospettiva.wordpress.com//reading-royal-albe/